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Produrre ortaggi in fondo al mare: «Si può fare ed è green»

Produrre verdure sott’acqua, al riparo da agenti atmosferici, organismi patogeni e non utilizzando agrofarmaci e diserbanti. E’ la nuova frontiera dell’agricoltura terreste, sempre più in balia dei cambiamenti climatici. Un’idea rivoluzionaria ma anche “assolutamente fattibile” in chiave di una futura commercializzazione di massa. A dirlo sono i risultati della ricerca di Ocean Reef Group, azienda italiana di attrezzature per sub che nel 2012 ha costruito, un po’ per gioco e un po’ per la passione verso l’agricoltura, la prima serra sottomarina del mondo dedicata alla coltivazione di vegetali.

L’impianto pilota, ribattezzato Nemo’s Garden, si trova al largo delle coste di Noli (Savona) ed è formato da sei piccole biosfere – due metri di diametro per un metro e mezzo di altezza – con cupole trasparenti riempite d’aria, collocate a una profondità di otto-dieci metri. Sott’acqua oltre a generarsi autonomamente condensa, quindi acqua fresca che alimenta le piante, si genera una produzione molto rapida che in 48 ore trasforma il seme in una giovane pianta. Potrebbe essere una velocità di dieci volte superiore rispetto al sistema classico. CONTINUA…

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