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Relitto killer affondato nel ’79 a pochi chilometri da Olbia

“Indiana Jones” acquatico dal Monregalese ai fondali della Sardegna verso il relitto killer affondato nel '79 a pochi chilometri da Olbia DENTRO LE STIVE DEL MERCANTILE GRECO POTREBBERO ESSERCI RESIDUI TOSSICI?

FONTE: http://www.cuneocronaca.it

“Indiana Jones” acquatico dal Monregalese ai fondali della Sardegna verso il relitto killer affondato nel '79 a pochi chilometri da Olbia DENTRO LE STIVE DEL MERCANTILE GRECO POTREBBERO ESSERCI RESIDUI TOSSICI? TUTTO SARA’ DOCUMENTATO IN UN DVD IN ANTEPRIMA SULLA RETE Non si tratta di un cercatore di tesori, ma certamente potrebbe farci un pensierino, vista la preparazione e la professionalità che lo contraddistinguono. Senza dubbio l’avventura nella quale si – è il caso di dirlo – tufferà, non è meno affascinante del ritrovamento di un qualche galeone spagnolo. Stiamo parlando dell’istruttore subacqueo monregalese Gianluca Cora e della sua spedizione verso i fondali che imprigionano il relitto della Klearchos. Nell’estate del 1979 affondava in Sardegna, a pochi chilometri da Olbia tra l’isola di Tavolara e Molara, il mercantile greco Klearchos. Dopo cinque giorni d’agonia, durante i quali vennero fatti numerosi sforzi per evitare danni all'ecosistema, la motonave s'inabissava ad 80 metri di profondità con un carico di sostanze tossiche. Al termine dei lavori di bonifica, una campagna di monitoraggio rivelava che non vi erano pericoli per il mare e le coste circostanti; nonostante questo la Klearchos rimane un sorvegliato speciale a causa della sua posizione e dalla possibilità che vi siano ancora residui di sostanze inquinanti all'interno delle stive. Il relitto si trova, infatti, al centro del Parco Marino dell’isola di Tavolara e Punta Coda Cavallo, un'area dalle splendide bellezze naturalistiche, dal 1997 appositamente tutelata attraverso una serie di norme che hanno pienamente centrato l'obiettivo di preservare un patrimonio della collettività soddisfacendo nel contempo l'esigenza degli operatori turistici del settore. “La passione per l'immersione sui relitti – spiega Gianluca Cora -, tasselli di storia antica e moderna e l'emozione di visitare un sito quasi del tutto sconosciuto, mi hanno spinto ad organizzare la spedizione sulla Klearchos. L'obiettivo è quello di realizzare un reportage fotografico ed un filmato DVD le cui immagini saranno visibili in anteprima su www.diveplanet.it”. Le operazioni d'immersione sono da poco iniziate (nelle immagini) con l'appoggio del Porto San Paolo Dive Center (www.portospaolodiving.it) di Giorgio Caboni e Luana Magnani che, da anni, accompagnano subacquei provenienti da ogni parte d'Europa a visitare gli splendidi fondali del parco marino. Le sessioni d'allenamento necessarie sono state condotte, durante il mese di giugno, con il supporto del centro immersioni Sport7 di Andora (Sv) e del Marina diving center di Loano (Sv). “Un particolare ringraziamento – conclude Cora – va alla disponibilità della direzione dell'Area Marina Protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo ed agli sponsor tecnici: DRAGONSUB ITALIA e SOPRAS SUB che hanno fornito materiale dagli elevati contenuti tecnologici, attrezzature di primissima qualità che saranno indispensabili per garantire la massima efficienza e sicurezza a queste profondità”. Paolo Somà

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