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Lo stranissimo caso del calamaro gigante: finalmente rivelati i segreti genetici dell’intera famiglia Sono sostanzialmente identici, nonostante sembrino molto differenti tra loro

I super cefalopodi che vivono nelle profondità degli oceani sono ancora poco conosciuti dalla scienza, ma un team di ricercatori  danesi, australiani, giapponesi, francesi, irlandesi e portoghesi sembra riuscito a colmare molte lacune analizzando campioni di Dna di questi rari, elusivi e giganteschi animali: i ricercatori hanno rivelato su Proceedings of the Royal Society diversi segreti di famiglia.

 

Nonostante quel che si pensasse e le diverse strutture fisiche dei calamari giganti conosciuti, si tratterebbe in realtà di una singola specie di calamari. Il team internazionale ha raccolto 43 campioni di tessuto da una varietà di fonti: animali spiaggiati, resti trovati nello stomaco dei capodogli spiaggiati e catture accidentali, quindi ha utilizzato tecniche di sequenziamento del Dna per capire la composizione genetica del calamaro. I risultati hanno rivelato che i calamari appartengono tutti alla stessa unica specie.
Il calamaro gigante ha affascinato gli esseri umani fin dalla sua prima descrizione scientifica nel 1857 da parte del biologo danese Japetus Steenstrup, ma ancora prima era il protagonista di miti, leggende come il Kraken e di spaventosi racconti di cacciatori di balene e marinai. Si è narrato di esemplari che raggiungono i 50 metri di lunghezza, ma secondo gli scienziati i calamari giganti avrebbero dimensioni di 18 metri. Sembra che i calamari giganti vivano in tutti i mari del mondo con l’eccezione delle acque artiche ed antartiche.
I ricercatori si interrogavano da molto tempo anche su quante fossero le specie di calamari giganti e ne erano state proposte fino ad 8, basandosi sulle differenze di aspetto dei calamari giganti trovati spiaggiati o pescati.
M. Thomas P. Gilbert, del Museo di storia naturale della Danimarca, spiega a Bbc Nature News che «In generale il calamaro gigante è una bestia  lunga e magra: ha un corpo lungo e sottile e lunghi tentacoli sottili. Ma al largo del Giappone, per esempio, sono molto più corti e tozzi. Le loro braccia sono più grasse e molto più corte».
Nonostante queste marcate differenze morfologiche, la diversità genetica è risultata essere molto bassa, il che significa che i calamari sono geneticamente molto simili pur essendo presenti in tutto il mondo e variando enormemente nell’aspetto.
Gilbert sottolinea che «Normalmente c’è una distinzione genetica locale tra gli animali. Quelli che vivono in una determinata area alla fine diventano diversa dagli altri, ma in qualsiasi area i calamari giganti sono praticamente identici in tutto il mondo».
Secondo lo scienziato questi risultati sono «Molto strani» e le migrazione potrebbero essere la spiegazione di questa unicità genetica di calamari giganti che vivono molto lontano gli uni dagli atri ed in ambienti così differenti, come quelli che cacciano nelle profondità del Mar del Giappone o al largo della Florida e che pure sono geneticamente molto simili.
Il team di ricercatori ipotizza che durante la loro fase larvale i calamari giganti si lascino trasportare dalle correnti in tutti i mari del mondo, per poi guadagnare le buie profondità marine quando sono abbastanza sviluppati: questo spiegherebbe sia l’identicità genetica che le diverse strutture “adattative”” che assumono questi enormi cefalopodi. «Mentre gli adulti passano la loro vita post-giovanile nello stesso posto

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