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Didattiche Subacquee riconosciute WRSTCNews

Il ruolo dell’elio e della finestra dell’ossigeno nelle soste profonde – intervista al Prof. Simon Mitchell, parte 3

ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA

parole chiave: Mitchell, Di Ruzza

 

A  proposito del raffronto Buhlmann vs. VPM. Mi confermi che i risultati sulle soste profonde, ovvero profili che prediligono average depth superiori a parità di RT, sono confermati per miscele ad aria e Trimix? Mi domando se l’Elio, in parte, riporti in gioco il VPM.
Non credo che ci sia alcuna base per credere che solo perché stiamo usando un gas diverso i principi alla base di una decompressione sicura cambierebbero. Niente di tutto questo è confermato da prove sperimentali, come nessuno ha fatto uno studio NEDU su profili di subacquea tecnica profonda con diversa enfasi sulle soste profonde e non abbiamo risultati noti di un’immersione reale. Tuttavia, penso che tu ti riferisca alla mia lezione on line quando abbiamo presentato alcuni modelli realizzati da Kevin Watts che studia il livello di sovrasaturazione dei tessuti, esaminando due modi diversi di decompressione da un’immersione profonda.

Quello che ha fatto Kevin è stato di confrontare i modelli di sovrasaturazione in diversi tessuti in decompressione (l’immersione era a 84m per 20′), il primo era un Buhmalnn 40/74, l’altro un VPM +4. Abbiamo visto esattamente gli stessi modelli di sovrasaturazione dei tessuti dello studio NEDU. In altre parole, nell’approccio Buhlmann i tessuti veloci sono più sovrasaturati all’inizio, perché si arriva in superficie più rapidamente in poche soste, ma poi più avanti nella decompressione si è ha meno sovrasaturazione nei tessuti lenti. Nella decompressione VPM, i tessuti veloci erano protetti prima (perché si effettuavano soste più profonde) ma in seguito si otteneva molta più sovrasaturazione nei tessuti lenti. Continua…

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