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Una “Cordata britannica” per salvare i reperti del Titanic

By 25 Luglio 2018 No Comments

Musei britannici consorziati per salvare i reperti del Titanic

Un pool di istituzioni ha lanciato una raccolta fondi per acquisire i manufatti recuperati dalla società RMS Titanic Inc. dal sito del naufragio. National Geographic contribuirà con 500mila dollari

di Michael Greshko

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La prua del Titanic giace sul fondale dell’Atlantico. Fotografia di Emory Kristof, National Geographic Creativ

Nel 1912 il RMS Titanic si schiantò contro un iceberg e affondò nelle gelide acque del Nord Atlantico, causando la morte di oltre 1.500 persone. Subito dopo l’individuazione del relitto, nel 1985, la società privata RMS Titanic Inc. ottenne i diritti esclusivi per lo sfruttamento dello stesso, recuperando alla fine circa 5.500 reperti. Molti di questi oggetti, dalle statuette ai vestiti delle vittime, hanno da allora viaggiato per il mondo, al centro di mostre museali e private.

Nel 2016, la società RMS Titanic Inc. e la holding sua proprietaria, Premier Exhibitions, hanno presentato istanza di fallimento, lasciando incerto il destino della collezione dei reperti del Titanic. Ora, alla vigilia di un’audizione di un tribunale fallimentare, istituzioni britanniche e irlandesi di comune intesa hanno dato il via a una campagna di raccolta fondi per riportare l’intera collezione nelle isole che hanno costruito e gestito la sfortunata nave.

“Questi manufatti, che hanno una grande importanza dal punto di vista storico, rischiano di essere divisi e venduti a collezionisti privati, persi come collezione identificabile,” ha dichiarato Conal Harvey, vice presidente di Titanic Belfast,

il museo aperto accanto ai cantieri che hanno dato vita al Titanic. “Pertanto, stiamo conducendo una campagna per portare questi manufatti a casa, dove saranno protetti e preservati attraverso la pubblica proprietà e messi in mostra perché il mondo possa goderne”. CONTINUA…

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