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La cernia di Piero Motta nei fondali di Bergeggi

By 17 giugno 2018 No Comments

Una cernia in ferro nei fondali di Bergeggi per salvare l’ambiente marino

Il progetto “Riciclittici” dell’artista vercellese Piero Motta approda nell’Area Marina Protetta di Bergeggi. Una sua scultura posata sul fondo del mare per studiare come verrà inglobata dall’habitat subacqueo

15 giugno 2018 | di Giuseppe Orrù
Piero Motta con la sua scultura

Piero Motta con la sua scultura

Da alcuni anni la cernia bruna è tornata a nuotare nelle acque del Mar Ligure. Sui fondali dell’Area Marina Protetta di Bergeggi, però, ne è arrivata una decisamente particolare. Si tratta di una scultura realizzata assemblando rottami di ferro da Piero Motta, artista e appassionato subacqueo, ideatore del progetto “Riciclittici”, che Liguria Nautica aveva presentato in questo servizio.

Il progetto

L’artista Piero Motta di Lozzolo, in provincia di Vercelli, molto sensibile nei confronti dell’ambiente e appassionato subacqueo, colpito dalla ricomparsa delle cernie brune, ha colto l’occasione al balzo e saldando tra loro vecchi attrezzi in ferro, bulloni e altri rottami, ha realizzato tre cernie brune a grandezza naturale.

La scultura è stata selezionata per l’esposizione internazionale “Human Rights H2O“, diventando ospite della Fondazione Opera Campana di Rovereto, insieme ad altre opere giunte da tutto il mondo per raccontare e sottolineare l’importanza dell’acqua. Un esemplare di cernia in ferro è stata poi immersa da Motta e dai sub dell’Historical Diving Society sul relitto Paguro in Adriatico, per finire a fare mostra di sé, dopo mesi di visite subacquee, nel noto museo delle attività sub di Ravenna, ancora impreziosita dagli organismi incrostanti.

La cernia di Bergeggi

Il terzo esemplare è stato invece immerso a circa 20 metri di profondità nei pressi dell’Isola di Bergeggi, “L’opera è stata posizionata nel punto più ricco di pesce del Savonese –ha sottolineato Simone Bava, direttore dell’Area Marina Protetta di Bergeggi- proprio per ricordare, per i pochi mesi di immersione, che prima dell’istituzione dell’Area Marina Protetta, che risale al 2007, il paesaggio sommerso dell’isola era diventato un ambiente freddo e povero di vita”.

La scultura di Motta è stata collocata a ridosso del confine con la zona di protezione totale A, in modo che i sub possano ammirarla liberamente senza dove richiedere deroghe ai vincoli dell’Amp. Il progetto proseguirà con la raccolta delle fotografie dei sub per scoprire come i colori cambieranno grazie all’azione degli organismi biologici e dei processi chimici del mare. La cernia in ferro di Motta sarà inoltre circondata da centinaia di cernie vere che le nuoteranno intorno. CONTINUA…

 

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