Quell’oasi di calde acque a Cerano una pacchia per gli squali


Quell’oasi di calde acque a Cerano una pacchia per gli squali
Lo scarico della centrale Enel continua ad attirare grossi pelagici e i loro predatori. In passato anche alcune catture da parte di sub brindisini
Quell’oasi di calde acque a Cerano una pacchia per gli squali
BRINDISI – La temperatura delle acqua di scarico della centrale Enel di Cerano, che nei tempi in cui la termoelettrica funzionava a pieno regime raggiungevano e superavano a volte di molto il ragguardevole volume di un miliardo e 300 milioni di metri cubi l’anno, col trascorrere deglia anni ha determinato la formazione di un microclima nella baia tra Torre Mattarelle e Torre San Gennaro, che attira in acque molto basse non solo grossi pesci pelagici come ricciole, lecce, palamite, ma anche squali, che abbandonano gli alti fondali dove abitulmente trovano le loro prede per avvicinarsi a riva, attirati anch’essi dalla mangianza abbondante costituita appunto da sgombridi, i quali a loro volta cacciano cefali e banchi di acciughe e sardine. CONTINUA…

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