La chiatta non riemerge, il giallo del carico


La chiatta non riemerge, il giallo del carico
A vuoto anche ieri i tentativi di riportare in superficie l’imbarcazione affondata a Gardone RivieraI.

Il pietrame nella stiva immortalato dalle telecamereSono durate quarantotto ore i tentativi di far riemergere la barcaL’imbarcazione preme sulla condotta fognaria gardesana.
Tutto da rifare. Anche il secondo tentativo di recupero della bettolina affondata nei giorni scorsi nelle acque antistanti il porto del Casinò di Gardone Riviera trascinando con se la condotta fognaria sublacuale, è andato a vuoto. «Troppo pesante la barca – ha esclamato appena emerso uno degli Operatori Tecnici Subacquei della Athos – Diving di Malcesine -, molto più delle 40 tonnellate che ci avevano detto in precedenza; sarà almeno il doppio».
DOPO LA ROTTURA l’altro ieri delle catene con le quali si era cercato di sollevare il natante affondato, ieri era stato deciso di agganciare non tre ma una decina di palloni di sollevamento da tre tonnellate ciascuno, scegliendo nel contempo catene più consistenti di quelle utilizzate in precedenza. Inutilmente. «Tutto era in ordine e in posizione – commentavano sconsolati i sub sulla battigia – ma la barca non si muoveva di un centimetro». «È sconcertante – incalza il sindaco di Gardone Riviera Andrea Cipani – che nel terzo millennio non si riesca dopo ben due tentativi a spostare una barca di dodici metri da un fondale. A noi, e come a Garda Uno, interessa soprattutto la sicurezza della condotta. Appena saputo l’altro giorno della casuale scoperta (pare siano stati alcuni sub amatoriali domenica a lanciare l’allarme) abbiamo fatto tutto quello che burocraticamente si doveva fare emettendo l’ordinanza contingibile ed urgente nei confronti dei proprietari dell’imbarcazione, avvisando le autorità competenti. CONTINUA…

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